Critica

Critica di Luciano Lepri
“COLORI IN FORTEZZA” 10 settembre – 10 ottobre 2011
Testo critico a cura di Luciano Lepri.

E’ una pittura, quella dell’ artista campana ma da anni residente in Umbria, che si presenta di grande sensibilità, mossa come è nella forma, carica di dinamismo, anche cromatico, ricco di suggestioni tonali e anche di atmosfere, così che riesce ad interpretare un realismo, che non è quello fotografico e patinato, ma che risulta, invece permeato da un buon e sano sentimento che si nutre di una convinta forza evocatrice, di una costruzione pregnata dalla luce e di un colore carico di tensione e poesia, offrendo in buona sostanza, all’ osservatore soggetti sempre avvolti in una suadente atmosfera dominata dal gusto, tutto femminile, per la descrizione.

Insieme all’Esposizione di Dario Ballantini dal titolo “Identità Artefatte”.
Hanno partecipato alla mostra gli artisti:
Mirna Bisulli – Anna Cerrone – Davide Dattola – Fiorenzo Mascagna
Adelmo Panci –
il gruppo dei Cromatisti: Paolo Bondoni – Gabriele Guerra Uberto Lunedei – Luciano Maroncelli

§

Critica di Mauro Micozzi

Nella pittura, Cerrone ha avuto maestri come Elio Washimps e Maria Padula, specializzandosi poi nell’arte della ceramica. Ha utilizzato i pastelli per ritrarre con una certa sapienza pudica e conscia dei propri mezzi, scorci di paesaggi usando poi anche la tecnica mista, sperimentando così altre forme di espressione. Con le quali è riuscita ad entrare lentamente ma con fermezza in una istintiva sintonia con la natura, specie quella splendidamente umbra. In tal modo, fermo restando che la sua principale fonte di ispirazione è quest’ultima, Cerrone avverte profondamente stimolante il rapporto tra la visione paesaggistica, nella quale si immedesima e dalla quale si lascia penetrare fino ad esserne conquistata e il personaggio che la recepisce in cui lei si cala e la fa sua con esso. Come nell’opera “Lo sguardo” in cui la donna è colta dall’artista in uno stato di intima consapevole ammirazione estatica di fronte alla complessità della verde incontaminata natura boschiva, a tal punto che la sua coscienza visiva e ricettiva ne è felicemente turbata. Folgorata come da una gioia inesprimibile e anche da un godimento che essa prova di fronte a ciò che vede, a ciò che sente e
capta. Stesse percezioni estetiche che prova osservando anche alle “Soglie del bosco” (opera qui non riprodotta) lo stesso o un altro nella quale è entrata, il tripudio cromatico di un prato in prossimità di esso,
un grappolo di fiori gialli, tesi come una gioiosa disarmonica e scomposta miriade di petali di fiori di ginestra, nello sfarzo della crescita rigogliosa, quasi allo stesso modo di mani alzate, verso l’alto, verso il cielo in espressivi veicoli di riconoscente felicità creativa inusuale che (così sembra) ad essi soltanto appartiene, ad essi soltanto è donata. Una natura selvaggia, allo stato brado nel suo insieme, quella di Cerrone, ritratta senza sovrastrutture artificiali, come quelle di una serra coperta da plexiglas. Captata dalla donna dello Sguardo di cui sopra quasi dall’alto di una specie di nudità simbolica del corpo di lei
svestita degli orpelli dell’abbigliamento, dei vestimenta come ad immergersi nella purezza semplice e inusitata dell’ambiente, spoglia di fronzoli ritrovato come intatto. Non inquinato né degradato, senza alcun intento di denuncia, di contestazione.
In un primitivismo “attuale” che rinfranca la vista e lo spirito, bastando all’artista il desiderio di riconquista dell’essenza del creato, anche se in un silenzioso rimprovero vivente del dissesto vegetativo arboreo che purtroppo in molte zone della penisola persistono.

§

Note Critiche – M. Musone

Michael Musone, 2009
“Di Anna Cerrone colpisce subito la veemente sensibilità che sprigiona ogni sua opera, dalla
quale emerge la facilità-felicità di esecuzione, con vibranti spatolate che percorrono l’idea
assecondante l’impeto pittorico che progressivamente si dipana, in un intricato svolgersi di tocchi e di grumi, sviluppando un delicato equilibrio di pieni e di vuoti”.

Citato dal catalogo “Premio internazionale La Pergola Arte piccolo formato”,
29 Marzo-13 Aprile 2009.

§

Note Critiche – Prof. G. Zavarella

Prof. Giovanni Zavarella, 2009
”Ci sono pittori che limitano il proprio fare arte alla semplice visualizzazione.
Feriscono la loro creatività adagiandosi su una figurazione reale.Si accontentano della loro risultanza e mortificano la loro curiosità intellettuale.
Per fortuna ce ne sono altri che, sospinti dal bisogno di interrogare e interrogarsi sull’essere e fare pittura, propongono soluzioni concettuali che dimostrano la complessità di ciò che, dentro e fuori, urge la coscienza dell’uomo.
Tra questi artisti che non si lasciano tracimare dal vissuto e dal risultato pittorico, troviamo Anna Cerrone.
Pittrice di solida formazione accademica, dimostra di aver assimilato la lezione dei macchiaioli italiani e dei grandi maestri francesi, non disdegnando di incendiare i colori che esplodono quando s’impreziosiscono con l’olio e la spatola. Non di rado si rifugia nell’astratto, sfuggendo,
grazie alla serietà di studi rigorosi, al pasticcio cromatico e suscitando nell’osservaotre un’onda emozionale che deriva dagli effetti di una sorta di cromoterapia.
Di certo la pittrice, cannarese d’adozione, non dipinge per contingenza o occasionalità, ma al contrario per un suo profondo bisogno dell’anima.
I suoi dipinti, esposti nel mese di Settembre presso il Nuovo Centro d’Informazione di Cannara,
sono stati visitati durante la Festa della Cipolla”.

Estratto dall’articolo “I Paesaggi e i Ritratti di Anna Cerrone”,
publicato su “Il Rubino” il 30 Settembre 2009